Appalti, sfide e opportunità per le cooperative

In questo nuovo articolo parliamo di "Appalti, sfide e opportunità per le cooperative": il nostro amico e collaboratore Avv. Angelo Lucio Lacerenza del foro di Roma ci "racconta" perché sono importanti gli appalti per le cooperative e cosa cambia alla luce del nuovo "codice degli appalti". Buona lettura.


La presenza in alcuni settori degli appalti pubblici del mondo cooperativo è rilevante. Solo per citarne alcuni, nei comparti facility management, pulizie, logistica, servizi alla persona, ambiente e ristorazione collettiva, la partecipazione agli appalti da parte delle cooperative raggiunge soglie del 60% sul singolo bando.

A fronte di tale importanza, le cooperative, attente a dare attuazione alla finalità mutualistica, trascurano talvolta le barriere poste dal nuovo Codice degli appalti (d.lgs. 50/2016) ai fini della partecipazione alle gare, men che meno si danno una strategia per essere vincenti sul mercato. Strategie di ordine strutturale ma anche operativo.

Sotto il primo profilo (strutturale), è opportuno che le cooperative si dotino di un modello di gestione ex d.lgs. 231/2001 che permetta di “mettere in sicurezza” l’impresa in caso di reati commessi da persone che operano per conto della stessa; tale modello è peraltro consigliato da Anac con la delibera 32/2016. L’adozione del modello 231 consente altresì alle cooperative di accedere al rating di legalità, attestazione rilasciata dall’Antitrust che consente alle imprese di godere di premialità nella valutazione dei progetti posti in gara, e (anche per le cooperative che non partecipano ad appalti) di spuntare migliori condizioni con banche e assicurazioni che evidentemente sono maggiormente garantite nel trattare con imprese “sane fino a prova contraria”.

Dal punto di vista operativo, invece, le sfide cui le cooperative sono chiamate derivano dalla complessa normativa introdotta dal nuovo Codice degli appalti. Penso alla necessità di maturare un’adeguata capacità progettuale, posto che nelle gare da aggiudicare secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa il peso dell’offerta tecnica deve essere di almeno 70 punti.

Le cooperative devono darsi un’attenta “politica di bilancio” necessaria per dimostrare la solidità finanziaria e patrimoniale utile ad attestare gli indici di bilancio, sempre più spesso richiesti per partecipare agli appalti, o per ottenere il rilascio delle cauzioni provvisorie per la partecipazione a gare, ma soprattutto delle cauzioni definitive (i cui importi crescono al crescere dei ribassi offerti) per poter stipulare i contratti.

Non meno importante è l’attenzione alla gestione del personale in considerazione del fatto che la componente dell’offerta costituita dal costo del lavoro deve essere di regola esplicitata già nell’offerta economica, e peraltro risulta sempre più determinante ai fini dell’aggiudicazione dell’appalto.

Infine, il mondo cooperativo potrà conoscere nuove opportunità dai c.d. “appalti riservati” alle cooperative (art. 112 d.lgs. 50/2016)  il cui scopo principale sia l’integrazione sociale e professionale di persone con disabilità o svantaggiate. A tal fine sarebbe tuttavia opportuno un intervento attuativo dell’Anac che, nell’ambito dei propri poteri di regolazione del mercato, definisca i criteri per rendere operativa la suddetta clausola di salvaguardia.

Avv. Angelo Lucio Lacerenza


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